La storia della camicia

La storia della camicia

La camicia rappresenta, oggigiorno, uno dei capi d’abbigliamento essenziali più ricercato e raffinato nel look classico maschile.

Anche se attualmente è considerato un indumento di spicco e prestigio, le origini della camicia sono antichissime; già nell’antica Roma, troviamo i primi cenni storici della ‘camisas’, la quale si presentava come una sorta di tunica ampia e lunga realizzata in lino grezzo, caratterizzata da un’ampia apertura in prossimità del collo e priva di bottoni, poiché veniva indossata inserendola dalla testa.

L’antica ‘camisas’ era sprovvista anche delle maniche e consisteva in un unico grande pezzo di stoffa che ricopriva tutto il corpo e le braccia; era considerata ed utilizzata come un indumento simile ad una sottoveste che evitava che la pelle, all’epoca non detersa quotidianamente e non perfettamente pulita, venisse a contatto con gli altri vestiti.

Coloro che ebbero un ruolo importante nella rivoluzione della struttura della camicia, furono i Crociati, i quali ne tagliarono le maniche una ad una e le cucirono successivamente al resto dell’indumento, anche se per molti anni il suo utilizzo rimase prettamente quello di ‘sottoveste’.

Fu solo nel XIV secolo che, proprio in Italia, ci fu una propria e vera evoluzione della camicia; in questo secolo infatti, le famiglia aristocratiche e le classi più agiate, iniziarono a far realizzare dalle loro sarte camicie in lino molto pregiato, impreziositi da vistosi ricami generalmente situati sull’ampio scollo e sul polso.

Nell’epoca del Rinascimento, venne finalmente data più importanza al collo della camicia; esso si presentava con vistose arricciature e pizzi noti come golilla che vide la sua maggiore esposizione in Spagna poiché veniva indossato dai Clerici nel XVII secolo. In Italia, invece, ebbe largo impiego la Gorgiera, la quale presentava un girocollo ancora più elaborato ed opulento, arricchito addirittura di inamidatura.

Chi indossava un collo di questo tipo era ‘obbligato’ ad una postura piuttosto rigida e costretta, anche per dare maggiore rilievo ed ostentare la classe sociale alla quale si apparteneva; infatti, le classi sociali meno abbienti e più disagiate, portavano anch’essi camicie, ma ricordavano molto quelle utilizzate in antichità e costituite da un unico pezzo di stoffa sia per il busto che per le maniche.

Il collo ebbe un’evoluzione a partire dal XVII secolo, dove venne notevolmente ridimensionato e inoltre venne realizzato il listello, una sorta di fettuccia liscia che costituiva il girocollo.

A partire dal 700 la camicia subì una mutazione soprattutto per quanto riguarda la forma e lo stile; i bottoni, che fino ad allora venivano utilizzati esclusivamente per la decorazione di abiti ed avevano una funzione prettamente decorativa, vennero utilizzati per la prima volta per l’abbottonatura della camicia grazie alla creazione delle ‘asole’.

I primi bottoni dell’epoca, erano realizzati in materiale prezioso come l’oro, l’argento e l’ottone e presentavano forme e dimensioni molto grandi e vistose, ben lontani e diversi dallo stile attuale.

Da questo momento in poi la camicia si è evoluta  fino a raggiungere l’aspetto caratteristico che noi tutti conosciamo.

Mentre in antichità l’unico materiale utilizzato per la realizzazione delle camicie era il lino (più o meno pregiato), oggigiorno la maggior parte delle camicie di buona qualità sono realizzate in cotone, che prendono nome diverso in base al tipo di lavorazione e di effetto conferito al tessuto.

Di seguito, andremo a catalogare e a descrivere brevemente alcuni fra i tessuti più utilizzati per la produzione delle camicie da uomo, offrendo la possibilità di poter scegliere e valutare quale sia il più adatto per ogni occasione.

 

 

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